Sermig

Progetto Ritrovarsi, Rinnovarsi: Insieme

Opportunità alle donne, per ricostruire una comunità

Paese: Filippine
PartnerDon Renato Rosso sacerdote Fidei Donum di Alba, che da molti anni cura un’intensa opera di evangelizzazione, promozione umana e condivisione con i popoli nomadi dell’Asia meridionale, coinvolgendo nei suoi progetti le Chiese locali - Vescovi, Parrocchie, Congregazioni -, attivandone le energie nel suo metodo di presenza fraterna tra i nomadi.
I Padri Clarettiani della Claret Samal Foundation - Isabela City, Basilan -, Congregazione missionaria fondata nel 1849 in Spagna dal S. Antonio Maria Claret, e oggi diffusa con 450 comunità in 60 Paesi. Dal 1962 è presente nelle Filippine, particolarmente nel sud del Paese, con una presenza rivolta anche a promuovere una pacifica e proficua convivenza tra cristiani e musulmani. Coadiuvato dalle Suore Francescane Missionarie.
Località: isole di Mindanao, Basilan e altre minori
Periodo: 2003 - 2012 e a continuare

Contesto: I Samal-Bajaus appartengono ai gruppi indigeni che abitano sul mare di Sulu, nella parte più meridionale dell’arcipelago delle Filippine, le isole a sud di Mindanao, Basilan e altre minori. Oltre a cercare nel mare una magra sussistenza spostandosi lungo le coste, sono anche una presenza consueta come miseri mendicanti nelle vie di Manila e di altre città; respinti di volta in volta dalle autorità verso le zone di provenienza. L’isola di Basilan, di per sé povera e con scarse infrastrutture e servizi, è anche da lungo tempo teatro di una ricorrente e sanguinosa guerra combattuta tra le forze governative e i guerriglieri musulmani indipendentisti. Ciò rappresenta una concreta e costante minaccia per la gente e per chi con essa.

Obiettivi: Un percorso di sviluppo umano integrale per le comunità Bajau dell’isola di Basilan, nel sud delle Filippine – gli ‘zingari del mare’ assai miseri ed emarginati. Preservando i valori e l’unicità della loro cultura,  promozione umana e spirituale, crescita di un consapevole e responsabile spirito comunitario, sviluppo di conoscenze e capacità per costruire, anche in modi nuovi, il necessario ad una vita autonoma, piena e degna. Il progetto intende lavorare con loro per agire sulle radici della loro precaria e sofferta condizione di vita. Rompendo l’isolamento che li ha relegati fuori da nuove opportunità.

Realizzazioni:  Il metodo è una presenza diretta in mezzo alla gente, via via estesa alle diverse comunità. La chiave è stata l’educazione: prima i bambini, poi gli adulti, badando a individuare tra di loro un gruppo che potesse assumersi il ruolo propulsivo di leaders per il bene comune. Un percorso lungo, di sfide, di buoni esiti; il solo che possa dare a queste comunità reali possibilità di trovare in sé energie e capacità per rinnovarsi e darsi un futuro.
Dopo diversi anni di lavoro, oggi, punti nevralgici di questo sforzo, sono in funzione un ‘centro di apprendimento alternativo’ principale - ‘La nostra casa’ - e cinque altri analoghi più piccoli, tutti su palafitte come quelle che i Bajau abitano tradizionalmente.
Sono punti di riferimento per i loro gruppi di diverse zone di Basilan, e delle isole più piccole che vi gravitano. Per varie ore durante il giorno vi si fa preparazione alla scuola per i più piccoli da inserire nelle elementari pubbliche – percorso che dura uno o due anni per creare condizioni di un buon inserimento dei bambini - e doposcuola per coloro che già sono arrivati a frequentarle, per riuscire con profitto e senza disparità con gli altri scolari. La sera corsi per gli adulti, ora assiduamente frequentati una volta, col tempo, compresone il valore.
Ma sono anche centri di pronto soccorso, conoscenza di igiene e prevenzione specie per le donne e madri.
Così come luoghi di ritrovo per la comunità, per le sue celebrazioni, e per i momenti di discussione e decisione attorno ai loro problemi e alle iniziative per farvi fronte. Incluse quelle in cui si delineano nuovi schemi condivisi per lo sviluppo umano delle famiglie, legato a maggiori capacità di far fruttare il tradizionale lavoro in mare – anche in forme nuove come l’acquacoltura in gabbie e la conservazione del pesce secco -, così come a avviare e far fruttare nuove opzioni come l’artigianato delle donne e la sua commercializzazione in città a locali ed a turisti. Preservando giorno per giorno, i valori della loro cultura, e l’orgoglio della loro appartenenza alla comunità. Ma allo stesso tempo promuovendo un creativo contatto col mondo esterno.

La piccola comunità dei Clarettiani e delle suore FFM, continua intanto ad assicurare la sua stabile presenza di Chiesa in un contesto che periodicamente torna quello di un aspro conflitto, che vede i cristiani, in quanto tali, possibili bersagli di violenza. Restare, muoversi di luogo in luogo, è indubbiamente esporsi e rischiare ogni giorno la vita. Ma anche contribuire a promuovere condizioni per isolare chi, per ideologia, semplice banditismo, o altri interessi, vuole guerra ad ogni costo.

Come Sermig, ci si è in tutto affiancati al lavoro di Padre Renato e di questa particolare missione. Nel corso degli anni sono stati sostenuti i costi relativi tanto al personale – formatori, operatori sanitari, animatori comunitari – quanto alla realizzazione dei vari centri comunitari e di formazione, e alle attrezzature – motobarca, apparecchiature educative multimediali.Accanto a ciò, anche un sostegno – iscrizioni, alimenti, materiale scolastico, e altro - per i bambini che partecipano alla formazione pre-scolastica e che studiano alle elementari pubbliche; e alla formazione degli adulti. Il costo delle attività educative, scolastiche e di promozione economica è pari a circa Euro 60/anno per persona.

Accanto al progetto vero e proprio, si è potuto sostenere la costituzione e l’avvio, a livello nazionale, dell’operatività di un ente di coordinamento della cura pastorale dei popoli nomadi delle Filippine, con responsabile un Vescovo locale. Per rafforzare e accrescere l’impegno della Chiesa locale verso queste comunità.

Erogazioni: 103.730 euro

Beneficiari: La comunità Bajau di Pangasaan – 300 persone – e quella di Maluso – 2.200 persone – coinvolte pressoché interamente nell’insieme delle attività. 

Nel solo ambito scolastico, ogni anno sono quasi 200 i bambini a frequentare il corso di pre-scolarizzazione; mentre circa 150i sono stati sostenuti nella scuola elementare; una ventina sono i ragazzi che frequentato ora la scuola media, qualcuno la secondaria; una cinquantina gli adulti di Pangasaan che hanno frequentato i corsi di alfabetizzazione