Sermig

La potenza dei qubit

di Stefano Ravizza - Come dicevamo la scorsa volta i computer quantistici usano i qubit, i quali possono assumere il valore 0 ed 1 nello stesso istante. A seconda dell’allineamento, un elettrone può assumere due stati ad esempio 0 ed 1. Proprio come dei normali bit. Ma la cosa strana degli oggetti quantistici è che possono trovarsi contemporaneamente in diversi stati fino a quando non si osservano. Per cui l’elettrone, fino a che non viene osservato, può essere sia 0 che 1. Ad esempio 2 bit possono assumere 4 stati (00, 01, 10, 11).

Per definire uno di questi quattro stati è necessario conoscere il valore del primo bit e il valore del secondo bit, per cui l’informazione è generata da 2 numeri. Avendo a che fare con i qubit invece, è possibile rappresentare anche livelli intermedi di informazione attraverso dei coefficienti che rappresentano la probabilità del verificarsi di ciascuno stato. Quindi per determinare l’informazione relativa a due qubit, è necessario definire 4 numeri (quattro coefficienti) cioè il doppio dell’informazione, con 3 qubit 8 numeri etc., crescendo in modo esponenziale. Il concetto non è semplice, ma la potenza “teorica” dei computer quantistici è veramente impressionante.

Stefano Ravizza
CYBER
Rubrica di NUOVO PROGETTO