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Andiamo... con Dio nel cuore

Rosanna Tabasso - QUELLO CHE CONTAdi Rosanna Tabasso - Nella vita della nostra Fraternità c’è una Parola che tante volte ci ha attraversato come una spada: «Chi manderò e chi andrà per noi? E io risposi: Eccomi, manda me!» (Is 6,8). Maria ha risposto: «Eccomi, sono la serva del Signore», altri nel Vangelo hanno detto eccomi. Oggi, i nostri eccomi sono la ricchezza che Dio ha perché il suo dono di vicinanza all’uomo non vada perso.

In un tempo di crisi come il nostro, tra incertezza del presente e paura del futuro, aggressività e violenza diffuse, umanamente ci sentiamo spinti a rifugiarci nel privato, a non esporci troppo ad aspettare tempi migliori. Intorno a noi c’è un deserto di indifferenza e di ostilità che non ci spinge ad “andare”.
Per Dio non è così, continua a cercare chi è disposto ad “uscire” per andare incontro alla gente, abitare strade e piazze, occuparsi dei quartieri, delle città, dei paesi dove viviamo, dei giovani, delle categorie più fragili. Ci invita ad offrire alla gente segni concreti della sua paternità, a immergerci nelle contraddizioni del tempo e della società, a confrontarci con altre culture, con eredità spesso ingombranti delle generazioni precedenti, a lasciarci trovare al crocevia del bene e del male, dove districarsi è possibile solo perché lo Spirito di Dio non cessa di essere protagonista per noi della sua creazione che continua. Non giudicare, non rispondere a violenza con violenza, farsi prossimo nonostante tutto anche oggi è possibile perché lo Spirito del Padre, lo Spirito di Gesù agisce con chi chiama, con chi manda. In tutte le epoche della storia, anche le più catastrofi che, e anche in questa, Dio ci manda. Chi manderò? Manda me! Chi manderò, a chi porterò questo messaggio di fiducia, a chi? Come potrò raggiungere le persone di questo tempo? Il Signore ci chiede di immergerci nelle contraddizioni del nostro tempo senza paura, perché non ci abbandona, non si arrende al male, l’ha già vinto, e chiede a noi di dargli fiducia, di non arrenderci al male di oggi e di non smettere di andare a suo nome. Non andiamo da soli e spersi, sappiamo bene che lui ci tiene ancorati a sé, che la sua Presenza ci guida, che la Scrittura è con noi. Non siamo soli, e anche noi oggi abbiamo la gioia di contribuire e partecipare alla sua storia di salvezza. Il Signore ci dice: non abbiate paura, è possibile!

Così si va, con la gioia di chi sa di partecipare a una storia sacra, pronti a sfidare i luoghi comuni, le difficoltà oggettive, pronti a rischiare, a inventare; si va con la compassione nel cuore, disposti a riconoscere nell’altro un fratello e nel mondo casa nostra. Non c’è bisogno di andare lontano, basta aprire la porta di casa per iniziare la missione. Le strade poi, anche quelle che partono sotto casa, non si fermano a nessun confine e chi le percorre spesso arriva lontano. Le nostre strade, in più di cinquant’anni di cammino, ci hanno condotti dove non avremmo mai immaginato, per amore. Ma il “per amore” va ripetuto ogni giorno: in missione si va e si ricomincia continuamente.

La nostra missione è un’esigenza d’amore: abbiamo incontrato Cristo che ci ha cambiato la vita e diventiamo suoi strumenti, testimonianza concreta di questo cambiamento ovunque, sempre con un’attenzione speciale per i giovani. Lo slancio missionario nasce dal Signore che fa di noi creature nuove. Che siamo coppie, monache o monaci, ognuno di noi è chiamato ad accompagnare l’uomo di oggi all’incontro con Dio là dove la Fraternità lo manda. Con “è possibile” non diciamo che noi siamo capaci di cambiare le sorti di questo mondo, ma che insieme a Dio possiamo portare alle persone del nostro tempo certezze di bene, seminare il bene dove c’è il male. Possiamo farlo, lui ce lo garantisce.

Anche oggi è un tempo per andare, è la nostra missione e si va, lontano ma anche vivendo in casa con un anziano o magari un figlio malato, o nella fatica di una piccola realtà dove si vive, di una famiglia, di una comunità... Noi siamo in missione a Porta Palazzo come sul pianerottolo di casa. Là dove c’è una persona che vive una situazione di difficoltà, che è sola, che è lontana da Dio, che è lontana dal bene, si apre una missione per ognuno di noi. Ma si va avendo chiaro che si va per amore.

Rosanna Tabasso
QUELLO CHE CONTA
Rubrica di NUOVO PROGETTO