Sermig

Generazione di testimoni

di Domenico Agasso jr - «Gli estremi confini della terra sono molto relativi e sempre facilmente “navigabili”». Il mondo digitale, «le reti sociali stemperano confini, cancellano margini e distanze, riducono le differenze. Sembra tutto a portata di mano». Eppure senza il dono «coinvolgente delle nostre vite, potremo avere miriadi di contatti ma non saremo mai immersi in una vera comunione di vita». Lo scrive papa Francesco nel Messaggio per la 92.ma Giornata missionaria mondiale, che si celebra domenica 21 ottobre 2018, intitolato «Insieme ai giovani, portiamo il Vangelo a tutti». Ogni uomo e donna è «una missione, e questa è la ragione per cui si trova a vivere sulla terra ». Ed essere «attratti» e «inviati sono i due movimenti che il nostro cuore, soprattutto quando è giovane in età, sente come forze interiori dell’amore che promettono futuro e spingono in avanti la nostra esistenza». E per Francesco nessuno come i giovani «sente quanto la vita irrompa e attragga».

Il Papa sottolinea che «vivere con gioia la propria responsabilità per il mondo è una grande sfida». Il Pontefice argentino conosce «bene le luci e le ombre dell’essere giovani, e se penso alla mia giovinezza e alla mia famiglia, ricordo l’intensità della speranza per un futuro migliore ». Trovarsi nel mondo «non per nostra decisione, ci fa intuire che c’è un’iniziativa che ci precede e ci fa esistere. Ognuno di noi è chiamato a riflettere su questa realtà: “Io sono una missione in questa terra, e per questo mi trovo in questo mondo”», afferma citando la sua esortazione apostolica Evangelii gaudium.

La Chiesa, annunciando «ciò che ha gratuitamente ricevuto, può condividere con voi giovani la via e la verità che conducono al senso del vivere su questa terra». Gesù Cristo, morto e risorto «per noi, si offre alla nostra libertà e la provoca a cercare, scoprire e annunciare questo senso vero e pieno». Dunque «cari giovani, non abbiate paura di Cristo e della sua Chiesa! In essi si trova il tesoro che riempie di gioia la vita». Francesco lo dice loro «per esperienza»: infatti «grazie alla fede ho trovato il fondamento dei miei sogni e la forza di realizzarli. Ho visto molte sofferenze, molte povertà sfigurare i volti di tanti fratelli e sorelle. Eppure, per chi sta con Gesù, il male è provocazione ad amare sempre di più». I ragazzi stanno «sbocciando alla vita. Crescere nella grazia della fede a noi trasmessa dai Sacramenti della Chiesa ci coinvolge in un flusso di generazioni di testimoni, dove la saggezza di chi ha esperienza diventa testimonianza e incoraggiamento per chi si apre al futuro. E la novità dei giovani diventa, a sua volta, sostegno e speranza per chi è vicino alla meta del suo cammino».

Domenico Agasso jr
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Rubrica di NUOVO PROGETTO