Sermig

Esodo in corso

di Renzo Agasso - Prete di periferia, anno dopo anno don Mazzi è sempre lì.

Nel verde di Parco Lambro a Milano macina speranza, fatica e visione un giovane vecchio prete di nome Antonio Mazzi. Giovane perché sempre in trincea; vecchio perché alla soglia dei novanta. Vigila ogni giorno sulla vita della sua fondazione, che si chiama Exodus, un nome che sa di cammino, di sudore e provvisorietà, proprio come la vita. Classe 1929, don Antonio – secondo un antico precettore – non avrebbe mai potuto fare il prete. E invece fi nì da don Calabria, l’amico dei poveri oggi santo, e cominciò il suo esodo, ancora in corso.

Drogati, alcolizzati, malati di Aids, terroristi, bulimici di tivù: tutti ha accolto nella cascina in riva al Lambro. Sempre accanto ai giovani, per capire, aiutare, difendere. Occhi buoni, braccia accoglienti, lingua tagliente. Pane al pane. Non è prete da omelie forbite, don Mazzi. Per questo è ancora lì: perché non liscia il pelo, non segue l’onda, non fa sociologia spicciola.

Ce n’è anche per i politici. Una volta – in tempi di Tangentopoli – andò a parlare ai democristiani diventati popolari e, piantando gli occhi in quelli degli eredi di don Sturzo e De Gasperi, pronunciò parole taglienti anche per l’oggi: «Abbiamo tutti il peccato originale sullo stomaco.

Potremmo individuare tre categorie di mangiatori di pomi. I primi sono i peccatori veniali e pentiti: ho sbagliato, Padreterno.
Pensavo di usare la politica, non per interessi, ma, sai com’è, per agevolare i fondi alle cooperative di solidarietà, per accedere al concorso di primario ospedaliero, per avere un po’ di sconti sulla benzina, per accelerare le pratiche di invalidità… Seconda categoria di mangiatori di pomi: quelli che si sono fatti beccare.

Pare, sottolineo, pare, che nessuno sapesse nulla del decennio antecedente di scorpacciate. Tutti sordi, muti e orbi. A me fanno un po’ pena e un po’ rabbia i signori tangentati. Pena perché idioti così bisogna solo nascere; rabbia perché qualcuno di quei personaggi l’ho votato anch’io. Terza categoria: i guardoni, arrivati troppo tardi sotto l’albero, golosi, arrampicatori, portaborse frustrati, rambetti di quinta categoria, impiegatini di periferia, gridano scandalizzati contro i mangiatori di pomi, giurano che a loro i pomi sono indigesti. La ricetta della Bibbia? A casa tutti, zappa e badile in mano; fi niti tutti i privilegi, sudore e unto di gomito». Passati tanti anni, i mangiatori di pomi si sono moltiplicati, stanno ancora lì. Anche don Mazzi è sempre lì.

Renzo Agasso
PEOPLE
Rubrica di NUOVO PROGETTO