Sermig

Wemerson

di Simone Bernardi - «Da oggi, praticamente, sono un soldato». Non pensate ad uno di quei ragazzoni esaltati, desiderosi di entrare in azione con le squadre speciali brasiliane pronte a tutto pur di far “pulizia” nelle favelas ed eliminare i boss della criminalità.

Wemerson Pinheiro de Souza non è uno spaccone tropicale, ma un diciottenne cresciuto nel centro di San Paolo tra la parrocchia, una famiglia e le attività dell’Arsenale della Speranza, di cui ha letteralmente abbracciato la causa, sino ad “indossarne la maglia” – come si dice nel gergo locale – rappresentando il Brasile nel 4° Appuntamento Mondiale dei Giovani della Pace, Napoli 2014.

Eggià... ma allora, da “buoni fratelli maggiori”, non appena saputo della sua decisione di arruolamento volontario nell’esercito brasiliano ci siamo chiesti, un po’ ironicamente (ma neanche tanto): «Dove abbiamo sbagliato? Dopo anni cercando di vivere e testimoniare che la bontà disarma...».

Quando gliel’abbiamo chiesto, in un certo senso, ci ha disarmati lui: «Ragazzi, tranquilli... non sono impazzito. Voi mi avete insegnato a pensare e io, semplicemente, ho pensato: sarà che nell'esercito ci sono tanti giovani che come me hanno potuto fare e vedere tante cose in così poco tempo? Nel mio cammino di Chiesa e negli anni di Arsenale – dove abbiamo pregato, riflettuto, ristrutturato una cappella, organizzato giochi per i bambini del quartiere e addirittura una sfilata di carnevale – ho conosciuto tanti buoni esempi e ho capito che posso fare il bene, posso sceglierlo e anche assumermi delle responsabilità per un cambiamento più grande. Questo bagaglio non è solo mio, magari potrà aiutare tanta gente a cambiare, anche in quell'ambiente dove c’è anche corruzione e tanti giovani che non hanno altre opzioni. In fondo, ci vivrò insieme, come se fossero miei fratelli».

Chi segue un po’ le “cose del Brasile”, sa la sproporzione gigantesca tra quegli occhi giovani che osano sognare e i livelli altissimi di violenza e di territori fuorilegge, sottratti ad ogni controllo, come certe parti di Rio de Janeiro dove proprio in questi giorni il Presidente ha eccezionalmente stabilito che l’ordine pubblico venga gestito in toto dalle forze armate. Wemerson non è uno spaccone, ma non è nemmeno l’obiettore di coscienza de La battaglia di Hacksaw Ridge, resta tuttavia un giovane “fuori norma” che, anche un po’ per “colpa nostra”, ha deciso un modo per rimettere assieme i pezzi.

Un po’ di giorni fa, alcune signore del quartiere si sono spaventate al vedere alcuni militari suonare i campanelli per chiedere informazioni: «Conosce un certo Wemerson? È vero che il ragazzo è impegnato como volontario dell’Arsenale?...». «Si, certo! Molto impegnato...». «Bene, bene!». Ma chi lo avrebbe mai detto che un giorno lo avremmo “aiutato” ad entrare nell'esercito...

Simone Bernardi
OBRIGADO
Rubrica di NUOVO PROGETTO