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Disabilità

di Renato e Valentina - Lo scorso 3 dicembre si è celebrata Giornata internazionale delle persone con disabilità. Negli ultimi decenni il nostro Paese ha dimostrato in modo concreto un’attenzione particolare verso il cosiddetto mondo della disabilità. Basti ricordare la garanzia all’accesso scolastico fino alla scuola secondaria di secondo grado, la presenza dell’insegnante di sostegno, la cooperazione tra scuola, famiglia e enti locali per promuovere i progetti di vita di queste persone allo stesso tempo così speciali e così normali.

Il cambio di prospettiva avvenuto negli anni si percepisce da come la terminologia è cambiata nel tempo: da persona con handicap, cui manca qualcosa, a persona disabile, non capace a fare qualcosa, passando poi a persona diversamente abile, in grado cioè di fare delle cose e vivere, mostrando però altre abilità rispetto ad altri.

Se tempo fa si parlava di integrazione, oggi si parla di inclusione. Nella parola integrazione persisteva l’idea che una persona con disabilità dovesse adattarsi alle situazioni proposte a tutti gli altri cosiddetti normali; passare all’inclusione significa creare delle situazioni in cui tutti si sentano accolti nello stesso modo, in una relazione simmetrica tra pari, ciascuno con le sue peculiarità e identità. Allora, in questo modo non saremo di più di fronte a dei cosiddetti normali o cosiddetti disabili, ma a dei cosiddetti unici.

L’occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità ha permesso di sottolineare la recente legge approvata alla Camera nel giugno 2016, nota come “dopo di noi”: una legge volta a garantire i diritti fondamentali di benessere, inclusione e autonomia alle persone con disabilità grave prive di sostegno famigliare. Una legge che vuole dare la possibilità di assicurare ai disabili un progetto di vita personalizzato oltre la morte dei genitori o quando i parenti non saranno più in grado di prestare assistenza.

Renato e Valentina
I BONOMOS
Rubrica di NUOVO PROGETTO