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Economia solidale

di Sandro Calvani - In Asia l’economia di solidarietà o economia solidale è un movimento di opinione economica e di metodi d’impresa che esiste da diversi decenni, anche se ha avuto diverse denominazioni.

La sua filosofia primaria è quella di condurre gli affari in un modo che massimizza la felicità e non sfrutta le persone, protegge l’ambiente per le generazioni future e distribuisce i profitti in modo equo ai soggetti interessati, oppure non distribuisce profitti e li reinveste nel bene comune. Il metodo minimizza anche la mediazione che nel capitalismo tradizionale deve fare lo Stato tra le imprese produttrici di reddito e quell’ampio spettro di attività che sono necessarie per offrire servizi alla collettività, di salute, protezione sociale, educazione. Questa disintermediazione tra pubblico e privato è sempre a livello locale, quindi facilmente compresa dalla gente, adattabile ai bisogni, misurabile in termini di efficacia ed efficienza dei costi.

Quando i profitti vengono reinvestiti nell’impresa, la loro natura di imprese sociali permette di orientare la ricerca ed innovazione verso una partecipazione crescente e un forte rispetto dell’ambiente. Il commercio equo, le cooperative, i crediti cooperativi il microcredito e i microfinanziamenti si orientano alla solidarietà e alla riduzione della disuguaglianza. Lo spirito dell’economia solidale si esprime con forza e chiarezza nei suoi principi di giustizia sociale e nella sua “trinità” di fede sociale ed economica nelle persone, nel profitto giusto e nella protezione dell’ambiente.

Una valutazione generale in tutta l’Asia mostra una presenza vivace di imprese e di alcune reti regionali. Non si può dire che l’economia solidale abbia tolto il primato all’economia capitalista a livello nazionale, ma certo essa ha potenziato molto le comunità locali e – crescendo su grande scala in alcuni territori – ne ha assunto la leadership in termini di scelte di sviluppo per il futuro.

I governi locali, le università, gli istituti di ricerca e gli istituti finanziari hanno cominciato a capire che il nuovo modello economico piace alla gente e potrebbe rappresentare un’alternativa efficace al capitalismo puntato esclusivamente sul profitto. Dai primi esempi si può capire che l’economia solidale sta ricostruendo un nuovo legame tra la gente: quel patto di collaborazione convinta intorno a qualcosa di essenziale, di comune a tutti, di ben solido (da dove viene la parola solidarietà) che la globalizzazione dominata dal capitalismo aveva distrutto rendendo la società liquida, sciolta in mille interessi e conflitti, senza nessun collante che giustificasse la cooperazione. Se forse il ritorno da società liquida a società solida e solidale sarà graduale, l’economia solidale rappresenta un ponte flessibile di comunicazione e trasformazione, un gel che riduce i conflitti della disuguaglianza e guarisce le ferite.

Sandro Calvani
ORIENT EXPRESS
Rubrica di NUOVO PROGETTO