Sermig

Siria, l’ultimo genocidio

Così hanno vinto i nemici del dialogo. Il libro di Riccardo Cristiano.
Paolo Dall’Oglio raccontava che in vista del Natale nell’oriente arabo molti mussulmani usano porgere gli auguri ai loro vicini cristiani non per una formalità ma per il bisogno di sentirsi vicini, partecipi anche della festa. E suggeriva ai cristiani d’occidente: perché in occasione del prossimo Ramadan non fate una telefonata al vostro vicino mussulmano che vende le spezie sotto casa e dite: «Signor Mohammed, sono il suo vicino del settimo piano...

La chiamavo perché so che domani incomincia il Ramadan e volevo farle gli auguri»? Come padre Paolo, tanti - mussulmani e cristiani - hanno cercato e cercano il dialogo partendo dal basso, da questi semplici gesti di comprensione reciproca. Ma il dialogo in determinate circostanze è un filo fragile. Si spezza molto in fretta. Perché in Siria il filo del dialogo si è spezzato?

Riccardo Cristiano ha cercato di dare una risposta partendo dai fatti nudi e crudi. Tenendo presente che quando si cerca di leggere quello che succede in Medio Oriente il dato di base è essere consapevoli che il Medio Oriente è una realtà estremamente complessa.

I siriani fuggono, perché ai bambini non é consentito non dico giocare, non dico andare a scuola, semplicemente non è consentito sopravvivere. Noi oggi siamo in presenza di un Paese che con 22 milioni di abitanti ha più della metà della sua popolazione o senza abitazione o riparata all’estero, i cui beni sono stati sequestrati. Più della metà vive in condizioni di precarietà alimentare. Sono state usate bombe di profondità fra le più potenti al mondo, superate solo dalla bomba atomica.

Sono state messe a disposizione unità navali, unità terrestri, basi militari in territorio iraniano e turco. Sono state usate contro la popolazione inerme bombe chimiche. I danni monetizzati fanno 350 miliardi di dollari. Le case abbandonate sono confiscate dal regime e vendute a stranieri; interi catasti di intere città sono stati dati alle fiamme dall’esercito regolare. È in corso la deportazione di milioni di siriani per consentire l’importazione – dal sud del Libano, da Bagdad – per trasformare la demografia del Paese attraverso popolazioni fedeli a Bashar Al Assad. Per tutte queste ragioni, in Siria hanno vinto i nemici del dialogo.

I libri del Dialogo