Sermig

Semina nell'orto del Sermig

Oggi, il 12 agosto, si sono piantate 2000 pianticelle di verdure varie nell'orto del Sermig, a Cumiana, al VillaggioGlobale. Notizia, se vogliamo, banale.

L'eccezionale sta nel fatto che è il primo orto che il Sermig mette in esercizio con lo scopo di produrre verdure per la mensa dell'Arsenale della Pace, dove ogni giorno si servono pasti per i poveri che sono accolti. Finora, e speriamo ancora per molto tempo, molto del cibo cucinato all'Arsenale proviene da un sapiente reperimento presso enti che elargiscono beni invenduti, prossimi alla scadenza, o eccedenze comunitarie. Ma i poveri purtroppo aumentano e i cibi reperiti quotidianamente diminuiscono. Non è solo una questione di puro bilanciamento organizzativo.

In primavera è nata Agritorino
, promossa dal Sermig, assieme ai Salesiani, Cottolengo, Padri Somaschi, Piazza dei mestieri, Per-micro (micro finanza etica), con lo scopo di verificare fattibilità e sostenibilità di lavori in agricoltura per chi il lavoro non l'ha più. Il superamento della logica della carità, del vivere con le borse-viveri, sostituita, dove si può, con un lavoro rappresenta un salto di valore nel rapporto con chi è povero. Si sono quindi insediati i primi ortolani del 2013 che, grazie ad un orto, possono incominciare ad integrare il bilancio familiare con dei prodotti coltivati da loro stessi. Per ora sono 26 orti a Caramagna e 4 a Piossasco, in provincia di Torino.
L'orto di Cumiana, sempre in provincia di Torino, è condotto direttamente dal Sermig e dal suo volontariato e rappresenta la volontà di traino e sperimentazione nella direzione di un ritorno alla terra, specie fra i più giovani.

Chiaramente la "Provvidenza" fa la sua parte da leone:
per ora il Sermig non ha ancora speso un soldo per tale orto. Sono arrivate pale, carriole, trattori, piantine, fertilizzanti. Tutto perché la gente crede ancora nei miracoli, e quello di Cumiana ne è un esempio in corso. Affrettatevi a salire a bordo: sono ben accette altre “restituzioni”, soprattutto di gente che vuole "sudare" un po' con noi per contrastare questa crisi.

Nelle foto il trapianto di finocchi, sedani, coste e insalata di oggi con i ragazzi che stanno facendo un’esperienza di servizio presso l’Arsenale della Pace, coordinati da “ortolani senior”, esperti e contenti di questi risvolti del volontariato, decisamente impensabili.

Rinaldo Canalis


foto Martina Rossi


Non c'è alcun dubbio, il nuovo progetto di Cumiana è iniziato al meglio con la piantagione di duemila piantine di verdura. Il pomeriggio di lunedì 12 agosto muniti di guanti e tanta voglia di faticare ci siamo recati al piccolo appezzamento di terreno del Sermig a Cumiana per poter finalmente arricchire la terra con le piantine, sperando presto di trovare i loro frutti sulle tavole dell' arsenale. Infatti i frutti del raccolto contribuiranno, almeno in parte, a soddisfare il fabbisogno alimentare dell'arsenale.
Così sotto i comandi di Rinaldo, coordinatore del progetto, e dei volontari esperti in materia abbiamo iniziato a zappare, sporcarci le mani togliendo le erbacce ma soprattutto a piantare sedano, insalata, finocchi e bietole. Abbiamo lavorato alacremente ma molto volentieri fino al tramonto.

Dinnanzi a questo paesaggio suggestivo ci siamo ritagliati un momento per ringraziare Dio. In questi istanti si è creata una perfetta armonia: preghiera e lavoro a contatto con la natura sono una cura efficace sia per il corpo sia per l'anima. Ho volto lo sguardo indietro, nel passato, ed ho compreso la soddisfazione del lavoro condiviso e la saggezza trascurata dei contadini. L'intelligenza e la sagacia sono infatti indispensabili nel lavoro di un contadino che deve sopportare le intemperie e l'imprevedibilità della natura. Lo ha dimostrato anche Rinaldo, mostrandoci gli ingegnosi metodi di coltivazione idroponica ovvero fuori dal terreno e il sorprendente marchingegno in grado di trasferire proteine animali alle piante, irrorate cioè da acque che contengono un allevamento di carpe. Tutti molto sorpresi e soddisfatti siamo rientrati in arsenale. In sole poche orette e con una decina di persone abbiamo fatto tutto ciò.

Questo dimostra ancora una volta che con il giusto entusiasmo e con l'unione di più mani tutto è possibile. Il mondo può cambiare, basta crederci!

Tiziana, 16 anni